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Banche irlandesi a rischio crollo. Il Governo interviene PDF Stampa E-mail
giovedì 02 ottobre 2008

ImageIl Governo irlandese dalla parte dei cittadini e imprese, nel caso di crisi e fallimenti bancari.  Ma quanto è realistico il piano?

 

La crisi economica che ha investito gli Stati Uniti negli ultimi giorni, sta creando un effetto a catena in Europa.  Uno dei primi Paesi a risentire delle conseguenze negative è l’Irlanda, proprio perchè l’economia celtica ha stretti rapporti con banche ed aziende americane.
L’indice di mercato delle principali banche irlandesi proprio ieri ha registrato un negativo che non si vedeva da oltre 20 anni, con picchi di perdite fino al 25%.   Se questo dovesse tramutarsi in movimenti in uscita di investimenti e risparmi dei clienti, si rischierebbe di creare un pesante effetto domino sulle liquidità delle banche stesse.

Al fine di evitare una pesante ripercussione su un’economia che, già qualche anno mostra evidenti segni di rallentamento, il Governo irlandese ha deciso d’intervenire con decisione e misure straordinarie.  

Per evitare che i contribuenti perdano fiducia nelle istituzioni bancarie del Paese, il Governo ha promesso di garantire una copertura assicurativa fino a 100 mila euro a tutti i depositi bancari facenti parte delle banche in crisi fino al 2010.  Gli istituti coperti dal piano d’emergenza del Governo sono: Allied Irish Bank (AIB), Bank of Ireland, Anglo Irish Bank, Irish Life and Permanent, Irish Nationwide Building Society and the Educational Building Society.

Una tale misura d’eccezione però, ha evidenziato alcune perplessità da parte degli esperti e della stampa: innanzitutto non è certo che l’Unione Europea possa avallare tale schema (ricordiamo che i Governi dei Paesi membri dell’UE sono soggetti ad organi di controllo europei) soprattutto dopo il pesante rifiuto del popolo irlandese ad accettare il Trattato di Lisbona.
Inoltre, se tale crisi dovesse davvero accadere, non è ben chiaro dove il Governo possa prendere tali fondi (costo totale estimato: 400 bilioni di euro, ovvero il doppio della richezza prodotta in Irlanda nel 2007), visto che già nell’anno in corso è stato evidenziato un notevole buco nel bilancio di Stato.
 
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