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Il fondatore di Italia Stampa, il primo giornale di italiani a Dublino, e' da piu' di 45 anni nella capitale celtica...
Raccontaci come sei venuto a Dublino, quanto tempo fa e come mai rimasto a vivere qui Nel 1964, quale studente di fine corso in Economia e Commercio presso l’Università di Catania, feci domanda all’AIESEC per uno stage in un Paese di lingua inglese. Mi assegnarono uno stage di due mesi all’aeroporto di Dublin, remunerato dall’Aer Lingus. Raccontaci come hai visto cambiare l’Irlanda durante questi anni: era meglio prima o adesso. Dublino, allora, contava 600 mila abitanti, quindi meno della metà dell’odierna popolazione. Era una città con una periferia derelitta e povera, il centro più attivo era O’Connell Street. La zona di Temple Bar, che oggi è il polmone della città, era allora zona “pericolosa” off-limits. Pochissimi i ristoranti italiani, se ne contavano sì e no cinque o sei, moltissimi i Fish & Chips, i Take-Aways e gli Amusement Palours, specialmente sulla O’Connell Street, tutti gestiti da italiani che allora facevano soldi a palate. Cosa non ti piace, o addirittura, non sopporti di Dublino? La delinquenza minorile e la tolleranza che la polizia ha nei suoi confronti. Quando è nata l’idea del giornale? È nata nel 1983, dopo avere scritto per qualche anno per “La Voce degli Italiani”, un quindicinale italiano in Gran Bretagna, e dopo aver fatto lungo tirocinio giornalistico collaborando a diverse testate giornalistiche e radiofoniche, italiane e irlandesi. Qual è l’obiettivo del giornale? A chi si rivolge, che informazioni vuol trasmettere? Per diversi anni, il periodico Italia Stampa, prima ancora che nascessero i siti web con l’informazione online, ha assolto il preciso compito di informare gli italiani sugli sviluppi del mondo dell’emigrazione; ha offerto una rassegna di avvenimenti socio-culturali di interesse italiano o italo-irlandese, ma soprattutto ha sempre mirato, attraverso un equilibrato mix di articoli, a contribuire all’integrazione della nostra comunità nel tessuto sociale del Paese che ci ospita. Non per altro Italia Stampa ha il sottotitolo di Periodico degli Italiani e Amici dell’Italia in Irlanda. Dove è possibile trovare Italia Stampa? Presso l’Ambasciata Italiana, l’Istituto Italiano di Cultura, un’edicola “Tuthhill’s”, Hibernian Mall, Dawson Street, Dublin 2, International Books, Sth Frederick Street, Dublin 2, Little Italy, North King Street, Dublin 7, l Cagliostro Café, Blooms Lane, Dublin 1, L’Enoteca delle Langhe, Blooms Lane, Dublin 1, Steps of Rome Pizzeria, Chatham Street, Dublin 2, Pizza Stop, Chatham Lane, Dublin 2, Pinocchio Bar, Ranelagh, Dublin 6. Tre connazionali italiani, miei amici distribuiscono copie del giornale a Malahide, Mullingar e Sligo Esiste anche un sito internet? Se si, perché non scrivere solo sul sito piuttosto che il cartaceo? Il sito www.italiastampa.eu accoglie quali esclusivamente reportage video di avvenimenti. Non pubblico articoli su di esso, perché diventerebbe una ripetizione di editoriali e poi lascio fare questo egregio lavoro ai buoni siti online come il vostro. Hai dei collaboratori o fai tutto da solo? Solo a volte mi avvalgo di collaboratori. Ne ho due o tre che, all’occorrenza, mi aiutano. Se tornassi indietro, rifaresti il giornale? Se si, cosa faresti di diverso rispetto a come è adesso? Probabilmente rifarei la stessa cosa, oppure, di diverso, cercherei un grosso sponsor per fare uscire il giornale con maggiore frequenza. Conoscevi Vivadublino.com? Cosa ti piace e non ti piace del nostro sito? Lo conosco da poco. È un sito ben equilibrato sia nella presentazione che nei contenuti. Non credo abbia alcuna riserva al riguardo. Che cosa hanno in comune Vivadublino.com e Italia Stampa? Ma sono due cose diverse per le ragioni e le caratteristiche cui ho già accennato. Comunque in comune hanno a cuore gli italiani, il che e già molto! Un suggerimento che vorresti dare a chi sta pensando di trasferirsi a Dublino adesso. Francamente con l’aria che tira... non è facile dare consigli. Se prima si arrivava a Dublino e si trovava lavoro nel giro di una settimana, adesso assolutamente no. Quindi suggerirei agli aspiranti di assicurarsi di avere qualche solido contatto in Irlanda prima di partire. “Last but not least”. Dicci la tua verità: Dublino, negli anni a venire, sarà un buon posto per vivere a lungo o sarebbe meglio stare in Italia? Io ho sempre pensato che il luogo ideale dove vivere è quello in cui hai gli affetti e un lavoro. Dublino, l’Irlanda, anche se per certi versi lontani anni luce dall’Italia, possono darti queste due cose essenziali per viver bene. Due considerazioni però: anche se felici, noi italiani ci sentiremo sempre “ospiti” (l’integrazione assoluta non esiste!) e poi stiamo attenti che in un’Irlanda economicamente e socialmente depressa, la vita potrebbe essere poco allettante, come lo era per me nei primissimi dei miei quarantaquattro anni in Irlanda. |