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Le Macellaie del Sesso PDF Stampa E-mail
mercoledì 23 giugno 2010

Imagedi Daniele Catena

 Vediamo un'accurata descrizione di cosa si vede nelle notte dublinesi.  Dal punto di vista delle donne.

 

Le parole di una ragazza italiana appena tornata dall’Islanda sono state chiare e semplici: “Le ragazze lì sono delle macellaie del sesso”. E mai una definizione fu più giusta di questa! Ma arrivati in Irlanda ci si rende conto che non c’è molta differenza tra le due isole, in fatto di ragazze.
Uscendo di sera le si scova facilmente. Le vedi barcollanti, ubriache, urlanti e sgambettanti, in top lunghi quanto la fascia per capelli che userebbe una qualsiasi ragazza siciliana. Il vestito è solo un dettaglio. Un piccolissimo dettaglio tra il collo e l’inguine.

Certo, le si immagina comunque divine, alte, magre, algide e facili ed effettivamente è così, ma c’è poi un’altra metà di quelle ragazze che sono basse, piazzate, ingombranti e sicuramente molto poco Miss Irlanda, ma anche queste seconde optano per vestiti succinti e gambe senza calze.
Se anche per strada ci sono 5° e vento gelido, a Dublino, le vedrai comunque barcollare da pub in pub, sotto l’occhio arricciato di quelle ragazze italiane che anche ad agosto continuano ad indossare cappotti, sciarpe, stivaletti di camoscio ed un numero da tre a cinque maglie di cotone e lana.

Le Irlandesi prendono in considerazione solo la prima parte di quello stile chiamato “vedo non vedo”, e lo trasformano in “ti faccio vedere tutto”.  Ed è facile immaginarsi i ragazzi ubriachi, pieni di whiskey e birra, che le abbordano, magari con violenza, dietro una delle tante stradine buie e strette di Temple Bar. Ma invece no. I ragazzi neanche le guardano. Almeno non i ragazzi di qui, mentre i turisti le osservano come fossero l’ultimo numero di playboy, ma non osano sfiorarle nemmeno. Ci si ferma a sfiorarle nella mente, a metà tra un porno ed uno stacchetto musicale in stile Mediaset.

Queste ragazze sono le perfette “macellaie del sesso”! Ad ogni passo la gonna si accorcia ed un’accetta stacca un piccolo lembo di erotismo. Lentamente  Sofia Loren ed il suo strip tease di “Ieri, oggi, domani” diventano un’immagine sfocata e dimenticata.  E poi ecco l’altra macellaia che uscendo dal club ti passa accanto con un capezzolo fuori dalla scollatura troppo ampia. “Spim”, ancora un’accettata e si cancella dalla nostra memoria quel ballo erotico di Marlene Dietrich chiamato “Hot Voodoo”.

La liberazione dei costumi è uno dei passi più importanti degli ultimi anni, ma talvolta dimentichiamo che lo stile è qualcosa che può essere ricondotto ad un istinto culturale antichissimo; importante quanto la nostra storia. Le donne italiane, povere, nel dopo guerra, potevano permettersi solo qualche foulard da mettere in testa o attorno alla vita. La gonna era sempre lunga, la scollatura ampia ma coprente, eppure che sensualità! E tutt’ora le donne italiane sono erotiche, belle, eleganti. Le vedi fiere nelle loro gonne e nei cardigan svolazzanti. Vestite per essere svestite.
Perciò che si invidi anche l’organizzazione industriale dei paesi dell’estero, le città all’avanguardia, la mentalità aperta, ma queste “macellaie” proprio non le desideriamo. Che si tengano la loro rivoluzione dei costumi e le gonne inesistenti, noi abbiamo la sensualità, e ci piace farne una bandiera.

Fonte: http://www.fourzine.it/Public/Contents.aspx?ContId=1033&Theme=ThemeTrend

 

Ultimo aggiornamento ( martedì 29 giugno 2010 )
 
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