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L'inglese tra pinte, psicologi ed alcolisti anonimi | L'inglese tra pinte, psicologi ed alcolisti anonimi |
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| giovedì 29 luglio 2010 | |
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Come s'impara al meglio l'inglese? Al pub!
Ovviamente lo dicono tutti: “se vai in Irlanda parlerai un inglese perfetto al ritorno”. Ecco, questo è segno che la persona in questione non ne sa nulla di questa isola. Vi spiego io come funziona. Voi arrivate qui e magari cominciate a fare qualche scuola di inglese, indispensabile se l’unica parola inglese che conoscete è “hot dog” che non ha nemmeno un corrispettivo italiano. Voi fate questa scuola e lì, intrepidi e coraggiosi cominciate a dire che volete imparare l’inglese “in the street”, visto che è sempre estremamente elettrizzante dire che si è imparata una lingua chiacchierando con le persone del luogo. Quindi scendete “in the street” e vi cominciate a guardare attorno. Ovviamente, importunare i passanti raccontando la vostra vita non è il giusto modo di cominciare un approccio, ma vi dite “un pub è il luogo perfetto”. Arrivati al bancone vi sentite anche un po’ sfigati. Soli, con la birra, cercando di braccare qualche indigeno del luogo e cominciare finalmente a parlare inglese. E lì, con il vostro conto che si sgonfia per le diverse pinte ordinate, cominciate a pensare che neanche quello sia il modo adatto. Uscite, prendete una sigaretta e fumate, e lì accade qualcosa. Nel momento in cui accendete la sigaretta vi cominciano a parlare tutti. E voi, sorridenti, continuate ad accendere una sigaretta dopo l’altra pur di non smettere di parlare ed ascoltare inglese. E certo, potrebbe anche essere al soluzione definitiva al vostro problema, ma tornare in Italia senza polmoni ma con una bella pronuncia non è proprio il miglior modo di risolvere il problema. Così andate a quelle “conversation Italian-English” che organizzano in libreria. Prendete la vostra sedia e vi mettete ad un angolo. Le altre persone cominciano a braccarvi e si avvicinano. Lentamente, come piccoli avvoltoi; prima un saluto, poi un sorriso e poi finalmente cominciate a sviscerare ogni vostra singola informazione in inglese, pur di non smettere di parlare. E lì, a metà tra il lettino di uno psicologo ed una riunione degli alcolisti anonimi, vi sentirete felici di parlare finalmente in inglese con qualche sconosciuto disposto ad ascoltarvi. Tornerete a casa con il sorriso e vi metterete alla finestra, ripensando alle regole grammaticali ed al fatto che avete detto ad uno sconosciuto i vostri più profondi pensieri, quelli che neanche vostra madre conosce, pur di parlare inglese, e lì si spezza nuovamente l’incantesimo. Perché sotto la vostra finestra ricomincia il via vai degli italiani che inondano la città. Prima la famiglia in vacanza, poi qualche ragazzo a caso ed in fine una ciurma di ragazzini con i brufoli spediti in Irlanda dai loro parenti con la scusa delle scuole di inglese. Tutti urlanti! Imparare in Irlanda a parlare inglese è complicato,ma quando tornerete a casa dopo quattro mesi, stanchi e distrutti, e sentirete che il vostro accento sarà lontanamente simile a quello Irish, allora capirete quanto sarà stato appagante parlare con sconosciuti ed ordinare pinte solitarie al bancone del pub. Quanto a me, non sono ancora tornato a casa e sto progettando nuovi modi creativi di parlare inglese. Per la soddisfazione dell’accento, suppongo dovrò ancora attendere un po’. Fonte: http://www.fourzine.it/Public/Contents.aspx?ContId=1103&Theme=ThemeTrend Autore: Daniele Catena
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| Ultimo aggiornamento ( sabato 21 agosto 2010 ) |
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